Benefici dell’olio CBD: perché usarlo​

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Il CBD è utilizzato principalmente per combattere il dolore, trattare alcuni problemi della pelle

L’olio CBD (cannabidiolo) è un prodotto del tutto naturale e privo di effetti collaterali. Questo prodotto è utilizzato principalmente per combattere il dolore, trattare alcuni problemi della pelle ma anche molto altro, è considerato un rimedio efficace anche contro diversi disturbi legati al sonno ed allo stress ed è utile per mantenere un buono stato di salute psico-fisico. Cerchiamo di fare un po’ di chiarezza in merito.

Che cos’è ?

Prodotto naturale a base di cannabidiolo, il più delle volte diluito con olio vegetale, è un prodotto estratto dalle foglie dei fiori femminili di cannabis sativa. La pianta è caratterizzata in quasi tutte le sue parti dalla presenza di elementi cannabinoidi, le molecole lipofile appartenenti alla famiglia dei terpeno-fenoli. I cannabinoidi più rappresentati all’interno della canapa sono il THC (tetraidrocannabidiolo) e  il CBD (cannabidiolo) che sono in grado di interagire con il sistema di recettori presenti all’interno del nostro organismo a livello del sistema nervoso centrale e periferico. Le possibilità di intervento però sono differenti: Il THC legandosi ai recettori del sistema endocannabinoide, genera un effetto psicoattivo, mentre questo non avviene con l’assunzione di CBD, che non presenta tossicità, effetti collaterali e non dà nessun tipo di dipendenza. Le piante di canapa possono però contenere entrambe le molecole in proporzioni differenti in base alla varietà, per questo motivo l’olio di CBD è ottenuto selezionando apposite piante che non contengono THC e per questo note come cannabis legale o cannabis light.

Come si ottiene?

Il processo di estrazione più conosciuto per ottenere il CBD altamente concentrato è l'estrazione CO2, . Questo processo, sicuro, garantisce una maggiore purezza.

Da che varietà di piante viene estratto?

Ll CBD è il principale componente non psicoattivo della Cannabis sativa, secondo uno studio del 2013 pubblicato dal British Journal of Clinical Pharmacology, i vantaggi del CBD sono molteplici: Antinfiammatorio Anticonvulsivo Antiossidante Antiemetico Ansiolitico Antipsicotico Inoltre una potenziale cura per il trattamento della neuroinfiammazione, epilessia, lesioni ossidative, vomito e nausea, ansia e schizofrenia. Quali sono i benefici scientificamente dimostrati del CBD?

Tratta il cancro?

Diverse relazioni scientifiche dimostrano che tra i vantaggi del cannabidiolo c’è anche quello di avere effetti proapoptotici e antiproliferativi che inibiscono la proliferazione delle cellule tumorali. Uno studio del 2006 pubblicato nel Journal of Pharmacology e Experimental Therapeutics ha rilevato che il cannabidiolo ha inibito la crescita di diverse linee cellulari di tumore al seno. Nel 2011, i ricercatori hanno scoperto il meccanismo cellulare attraverso il quale il CBD induce la morte cellulare nelle cellule del cancro al seno. Hanno inoltre scoperto che le concentrazioni efficaci di CBD nelle cellule tumorali hanno poco effetto sulle cellule mammarie non tumorali. Il CBD si comporta come un composto non tossico e gli studi dimostrano che dosi di 700 milligrammi al giorno per 6 settimane non hanno presentato alcuna tossicità nell’uomo, suggerendo che possa essere utilizzato come trattamento prolungato. La ricerca ha dimostrato che il CBD è in grado di inibire l’espansione del cancro del polmone e del colon. Ha proprietà anti-tumorali negli gliomi è stato usato con successo in uno studio anche per trattare la leucemia. E’ dimostrato da due studi che il CBD è in grado di fermare le cellule cancerose del tumore cervicale ovvero il cancro che colpisce il collo dell’utero che è il secondo tipo di tumore più diffuso tra le donne, dopo quello al seno. I meccanismi attraverso il quale il CBD lavora contro il cancro sono tre: 1) Il CBD riduce la capacità delle cellule tumorali di produrre energia, portando alla loro morte. (studio) 2) Il trattamento con CBD aiuta le cellule killer attivate da linfochine (LAK) a uccidere meglio le cellule tumorali. (studio) 3) Il CBD blocca la segnalazione CPR55, diminuendo la proliferazione delle cellule tumorali.

il Cbd allevia dolore? 

SI, le sue proprietà analgesiche naturali sono in cima alla lista. Prove scientifiche suggeriscono che i cannabinoidi possono rivelarsi utili nel trattamento del dolore, inibendo la trasmissione neuronale nei percorsi del dolore. Uno studio del 2012 pubblicato sul Journal of Experimental Medicine ha rilevato che il cannabidiolo ha soppresso in modo significativo il dolore infiammatorio e neuropatico cronico nei roditori senza l’utilizzo di analgesici. I ricercatori suggeriscono che il CBD e altri componenti non psicoattivi della pianta di canapa possono rappresentare una nuova classe di strumenti terapeutici per il trattamento del dolore cronico. Secondo una meta-analisi del 2007 condotta in Canada, la combinazione di CBD e THC sotto forma di spray orale è risultata efficace nel trattamento del dolore neuropatico nella sclerosi multipla.

Riduce l’infiammazione e l’auto immunità ?

Per le sue proprietà antinfiammatorie, il CBD è un agente terapeutico molto promettente per una serie di disturbi infiammatori e di conseguenza tutti i disturbi autoimmuni.

Migliora notevolmente i sintomi della schizofrenia?

La ricerca dimostra che i vantaggi del CBD includono gli effetti antipsicotici ma ancora non si conosce il meccanismo attraverso cui svolge questa azione. Sembra avere un profilo farmacologico simile a quello degli antipsicotici atipici, come si è visto utilizzando varie tecniche comportamentali e neurochimiche in studi su animali. Inoltre, gli studi dimostrano che il cannabidiolo inibisce la psicosi sperimentale umana e si è dimostrato efficace in studi clinici su pazienti con schizofrenia.

Riduce l’ansia?

Molti studi che coinvolgono soggetti volontari sani, suggeriscono chiaramente un effetto ansiolitico del CBD. Il Cannabidiolo ha dimostrato di ridurre l’ansia nei pazienti con un disturbo d’ansia sociale, i ricercatori suggeriscono che possa essere efficace anche per gli attacchi di panico, il disturbo ossessivo compulsivo, l’ansia sociale e il disturbo da stress post-traumatico. Uno studio del 2011 ha avuto lo scopo di confrontare gli effetti di una simulazione di public speaking su pazienti sani e su pazienti in trattamento con disturbo d’ansia sociale. Ad un totale di 24 pazienti non trattati con disturbo d’ansia sociale è stato somministrato il CBD o placebo 1 ora e mezza prima della prova di public speaking. I ricercatori hanno scoperto che il pre-trattamento con CBD ha ridotto significativamente l’ansia, la disfunzione cognitiva e il disagio nella loro prestazione e ha significativamente ridotto lo stato di allerta in previsione del loro discorso. Il gruppo placebo ha presentato una maggiore ansia, un indebolimento cognitivo e un senso di disagio. Un altro studio ha dimostrato che il CBD è una terapia potenziale per il disturbo da stress post-traumatico.

Per trattare l’epilessia?

Il CBD può essere una promettente terapia per l’epilessia resistente al trattamento farmacologico, come dimostrato da diversi studi. In uno studio survey report che includeva genitori di bambini con epilessia resistente ai trattamenti, l’84% dei genitori ha riportato una riduzione della frequenza di crisi epilettiche del loro bambino grazie all’assunzione di CBD. I bambini hanno anche sperimentato una maggiore attenzione, un migliore stato d’animo e un sonno migliore. Sonnolenza e fatica si sono verificati come effetti collaterali. In un altro studio, dopo 3 mesi di trattamento con un estratto purificato del 98% a base di olio CBD, il 39% dei bambini con epilessia resistente al trattamento aveva una riduzione di oltre il 50% delle crisi epilettiche. Ancora un altro studio ha analizzato 8 pazienti affetti da epilessia secondaria secondaria resistente a farmaci antiepilettici e 7 su 8 avevano migliorato lo stato di malattia dopo aver ricevuto 200-300 mg / d di cannabidiolo per un periodo di 4,5 mesi. Qui un videotestimonianza molto bello di come una bambina è rinata dall’epilessia grazie al CBD.

Protegge dalle malattie neurodegenerative?

E’ stato scoperto che il CBD è in grado di impedire gli effetti tossici del neurotrasmettitore glutammato e delle specie di ossigeno radicale (ROS) nel cervello, impedendo la morte delle cellule cerebrali. il CBD ha un’attività antiossidante maggiore della vitamina C (acido ascorbico) o della vitamina E (α-tocoferolo)!! Può anche proteggere le cellule del cervello dalla tossicità beta-amiloide, rendendolo un potenziale agente terapeutico nella malattia di Alzheimer e di Parkinson come dimostrato da questi studii. Il cannabidiolo, secondo i risultati di una ricerca, può proteggere il cervello dall’ischemia, i primi studi hanno mostrato un miglioramento nei pazienti con malattia di Parkinson trattati con una dose di  100-600 mg / al giorno di cannabidiolo durante un periodo di 6 settimane. Grazie alle sue proprietà anti-infiammatorie e antiossidanti, può essere un agente promettente per trattare e prolungare la sopravvivenza nei pazienti affetti da sclerosi laterale amyotrofica (ALS).

Allevia la nausea?

La cannabis è stata usata per secoli come antinausea e antivomito. La ricerca negli studi sugli animali ha rivelato che tra gli oltre 80 composti di cannabinoidi trovati nella pianta di canapa, sia il THC che il CBD, aiutano a contrastare nausea e vomito. Uno studio sui ratti del 2012 pubblicato nel British Journal of Pharmacology ha scoperto che i vantaggi includono effetti antinausea ed effetti antiemetici. I ricercatori hanno scoperto che il cannabidiolo agisce in maniera difasica, in dosi basse sopprime il vomito indotto dalla tossina, ma in dosi elevate può aumentare la nausea o non avere alcun effetto.

Riduce l’incidenza del diabete?

Uno studio del 2006 ha rilevato che il trattamento con CBD ha ridotto significativamente l’incidenza del diabete in topi diabetici non obesi, da un’incidenza del 86% in topi non trattati ad un’incidenza del 30% nei topi trattati. I vantaggi hanno inoltre mostrato una significativa riduzione dei livelli plasmatici di citochine pro-infiammatorie. Un esame istologico degli isolotti pancreatici dei topi trattati ha rivelato un’insulite significativamente ridotta. Nel 2013, l’American Journal of Medicine ha pubblicato uno studio che ha evidenziato l’impatto dell’uso di marijuana sulla resistenza al glucosio, all’insulina e all’insulino-resistenza tra gli adulti americani. Lo studio ha incluso 4.657 uomini e donne adulti del National Health and Nutritional Examination Survey dal 2005 al 2010. Tra i partecipanti, 579 erano consumatori di marijuana nel momento dello studio e 1.975 erano stati consumatori nel passato. I ricercatori hanno scoperto che l’uso corrente della marijuana è stato associato ad un livello del 16% più basso di insulina a digiuno. Hanno anche scoperto associazioni significative tra l’uso di marijuana e una minor circonferenza dei fianchi, un fattore legato all’insorgenza dei sintomi del diabete.

Promuove la salute cardiovascolare?

Nel 2013 uno studio pubblicato dal British Journal of Clinical Pharmacology riporta che il CBD protegge dai danni vascolari causati da un elevato livello di glucosio, da infiammazioni o da diabete di tipo 2;  ha dimostrato di essere in grado di ridurre l’iperpermeabilità vascolare (che provoca la sindrome da permeabilità intestinale).

Per il trattamento della sclerosi multipla?

Molti studi hanno dimostrato che la combinazione di CBD e THC, è efficace e ben tollerata nel trattamento della contrazione muscolare, del dolore, dei disturbi del sonno e dell’incontinenza urinaria nelle persone con sclerosi multipla.

Artrite reumatoide?

Grazie alle sue proprietà antinfiammatore, i cannabinoidi possono fornire sollievo dal dolore alle articolazioni e dal gonfiore, diminuire la distruzione congiunta e la progressione della malattia. E’ dimostrato che l’assunzione protegge le articolazioni contro gravi danni, diminuisce la progressione, migliora il movimento, la qualità del sonno e riduce l’infiammazione in sole 5 settimane.

Migliora il sonno?

Le ricerche dicono che assumere cannabidiolo prima di andare a letto migliora il sonno nelle persone con insonnia.

Per la depressione?

Secondo i ricercatori, il CBD ha un’efficacia simile a quella degli antidepressivi. Uno studio ha scoperto che gli effetti antidepressivi del cannabidiolo sono veloci, continui nel tempo e paragonabili a un comune farmaco antidepressivo

Dove si trova?

Oggi lo troviamo in molti negozi online ma attenzione alla qualità e la provenienza del prodotto. È importante anche la concentrazione di Cbd che varia dal 5 al 25%., il sistema di estrazione e l'attendibilità del fornitore. C'è da puntualizzare che l'olio Cbd non è un medicinale, per il momento.

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